martedì 31 gennaio 2012

E' questo il servizio pubblico ?

Vorrei solo precisare che Adriano Celentano, Artista straordinario che il mondo ci invidia (l'ultimo Mito rimasto in Italia assieme a Mina), devolverà l'intero cachèt ad alcune famiglie disagiate che vivono in sette città italiane; non solo: su questi soldi, il Molleggiato pagherà di tasca sua le imposte previste dal Fisco italiano (circa 200 mila euro). Oltre alla contentezza per questa scelta compiuta da Adriano, vorrei solo precisare che uno come lui porta introiti pubblicitari decisamente superiore ai 750mila euro che gli verranno corrisposti. Pertanto, "di canone" non ci avremmo rimesso NULLA. Adriano Celentano è uno dei pochi che conosce il linguaggio del popolo: il suo pensiero può essere condivisibile o meno, ma è assolutamente un uomo libero (come scrisse Ivano Fossati). Il vero problema sono altre scelte scellerate che la RAI compie, indotta dai politici (Lorenza Lei ha deciso di uccidere definitivamente il servizio pubblico).

mercoledì 11 gennaio 2012

IL 17 MARZO TUTTI A CATANZARO PER MANIFESTARE!!!!


NOI DEL BLOG PROPONIAMO UN IDEA, PER IL 17 MARZO (GIORNO DELL' UNITA' D' ITALIA) DOBBIAMO FARE UNA MARCIA A DIFESA DELL' ARTICOLO 21 E CONTRO LE INGIUSTIZIE E CONTRO LA CLASSE POLITICA CALABRESE, UN CORTEO CON MANIFESTAZIONE FINALE IN PIAZZA PREFETTURA A CATANZARO CONDOTTA DA LINO POLIMENI IN DIRETTA SU TELESPAZIO!!!

SIETE TUTTI D' ACCORDO ?

Che fine faranno le Province? La Commissione parlamentare accelera sulla loro abrogazione

Che fine faranno le Province? La Commissione parlamentare accelera sulla loro abrogazione

Operativa la "Commissione speciale paritetica mista Governo-Regioni-Enti Locali per il rinnovamento delle istituzioni della Repubblica e per il sostegno e la crescita economica"
La commissione Affari costituzionali stringe i tempi sulle proposte di legge costituzionali che abrogano definitivamente le province: è stato infatti deciso di avviare un comitato ristretto che dovrà redigere un testo unificato tra le diverse proposte presentate. Il comitato si riunirà domani per la prima volta.
L’accelerazione è stata decisa, ha sottolineato Donato Bruno, presidente e relatore, in modo da concludere prima che sia emanata la legge di attuazione della manovra, che a sua volta prevedeva la trasformazione delle province in Enti di secondo grado, con un consiglio non elettivo composto dai sindaci del territorio.
In Commissione non tutti sono d’accordo sull’abrogazione delle province, ma tutti concordano sulla necessità di una parola definitiva e chiara in merito. Sono sei le proposte di legge in materia presentate dalla Lega, dal Pdl, dal Pd, nonché una di iniziativa popolare.

Diventa operativa la “Commissione speciale paritetica mista Governo-Regioni-Enti Locali per il rinnovamento delle istituzioni della Repubblica e per il sostegno e la crescita economica”, denominazione decisamente lunga per un organismo varato ufficialmente a settembre scorso dal precedente esecutivo e che sembrava essere entrato definitivamente nel dimenticatoio fino all’improvvisa convocazione, a fine dicembre, da parte del ministro per gli Affari Regionali Piero Gnudi.
Soddisfatti quindi Comuni e Regioni, comprese le Province, le quali hanno fatto sapere per tempo di voler partecipare alla ‘prima’ della Commissione (domani alle 15 a Via della Stamperia), in deroga all’interruzione dei rapporti istituzionali decisa il 21 dicembre scorso per protestare contro il progetto di riordino contenuto nell’articolo 23 del decreto ‘salva Italia’.
Il via libera della Commissione mista viene vista di buon occhio dai responsabili di Regioni e Enti Locali, soprattutto per i tempi che lo stesso organismo si prefigge, vale a dire 90 giorni, per mettere a punto una riforma condivisa e complessiva in senso federale, “secondo i principi di riduzione degli organi e dei costi, di soppressione delle duplicazioni e di semplificazione dei processi decisionali”. Un quadro che lascia supporre ai protagonisti delle autonomie locali che già a partire dall’11 aprile prossimo possano essere approvate norme in grado di migliorare la vita delle Regioni e degli Enti Locali. Nel frattempo sono molte le iniziative messe in campo dalle diverse realtà istituzionali per avviare processi di autoriforma sotto il profilo dei costi. Come si è cominciato a fare (ma in alcuni casi già a partire dal 2010) nella maggior parte delle Regioni italiane per le voci indennità di funzione, vitalizi (ma a partire dalla prossima legislatura), assunzioni e anche riduzione del numero di consiglieri e assessori. Come ha fatto ieri la Giunta delle Marche, che ha deciso di abbassare il numero di questi ultimi (prevedendo anche una modifica della legge elettorale regionale) e azzerando gli assessorati esterni.
Stesso impegno lo ha promesso l’Anci, la quale, attraverso il proprio presidente Graziano Delrio ha auspicato pochi giorni fa, in vista del 2012, il rafforzamento dell’autonomia dei territori e la riforma del Patto di stabilità interno. Percorso più accidentato quello delle Province dopo il processo di riforma avviato dal presidente del Consiglio Monti. “Le Province sono pronte ad avviare riforme vere – ha chiarito pochi giorni fa il presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – ma attendiamo da Governo e Parlamento uguale chiarezza e una riforma organica dell’assetto istituzionale che porti a una drastica riduzione dei costi della politica”. Propositi che forse possono trovare posto già domani nella prima seduta della Commissione paritetica Governo-Regioni-Enti locali.

martedì 10 gennaio 2012

un Commissario Prefettizio guiderà il Comune di Catanzaro

Catanzaro, li 10.01.2012
Ormai è ufficiale, un Commissario Prefettizio guiderà il Comune di Catanzaro fino alle elezioni di primavera a seguito della deflagrante e triste conclusione estremamente anticipata per effetto delle dimissioni del Sindaco. Un fatto che al di là di ogni altra valutazione ha creato legittimo sgomento e sconcerto nella popolazione, a iniziare dall’elettorato che pochi mesi fa aveva dato la fiducia e il consenso alla coalizione del Sindaco dimissionario.
C’è ora da rimboccarsi le maniche e tentare di ripartire con la giusta marcia provando a non commettere errori, a rifuggire le solite liturgie ed a individuare le soluzioni migliori per l’interesse della comunità catanzarese.
Su questa vicenda si è aperta una approfondita riflessione fra gli amici dell’Associazione “Tempi Nuovi” che, in questi giorni, si sono nuovamente confrontati.
Ci si è ritrovati nella comune idea di dar vita e stimolare apposite iniziative di confronto ad ampio raggio con lo scopo di arricchire il dibattito politico di contributi “bipartisan” e fuori dai soliti schemi e con l’auspicio che prevalgano la piena presa di coscienza della necessità di un radicale cambiamento e uno scatto di orgoglio e di dignità dei catanzaresi.
E’ infatti palesemente evidente che questo difficile momento impone di pensare seriamente a una inversione di rotta e anche a Catanzaro la Politica, come a livello nazionale ha prodotto un governo di responsabilità nazionale per affrontare la grave emergenza del Paese, assuma il coraggio e abbia la sensibilità di proporre un “governo di responsabilità cittadina”, per tentare di uscire dal guado e attenuare le difficoltà sia contingenti che derivanti dalla crisi economica e finanziaria.
Su questo oggi si misura il vero interesse rivolto al bene comune, l’autentico amore per la Città e la capacità di guardare oltre e non unicamente ai benefici elettorali di questo o quel partito.
Credo che all’interno del mio partito, l’UdC, ci sia la volontà per soffermarsi su queste riflessioni e ci siano le sensibilità per avviarsi su un percorso innovativo fuori dagli schemi precostituiti.
Un percorso che passa attraverso il consolidamento del terzo polo anche in Calabria, come ha ben fatto, recentemente, a stigmatizzare il Coordinatore Reg.le Trematerra, in sintonia con la scelta e con il progetto nazionale pur non mettendo in discussione le attuali posizioni di maggioranza.
Saranno questi i temi centrali che affronterà il Congresso cittadino dell’UdC che dovrebbe celebrarsi a breve (probabilmente il prossimo 21 gennaio), nella consapevolezza che il partito può e deve svolgere un ruolo di primo piano nella imminente stagione elettorale catanzarese rivendicando la dignità di una propria proposta che, in un confronto serio e sereno, aggreghi i diversi segmenti della società catanzarese.
La Città ha bisogno di una guida seria e coraggiosa non frutto di “scelte salottiere” ma fondata su caratteristiche quali umiltà, impegno, spirito di servizio. Non ha bisogno di “personaggi dai nomi altosonanti” e di “premi nobel” (ammesso che ne avessimo) ma di una persona che sappia e voglia corrispondere all’angosciante bisogno della cittadinanza di riemergere dopo quest’ultimo fatto traumatico e di guardare con ottimismo e fiducia alla brutta e pericolosa situazione in cui il Paese si trova.
Un candidato Sindaco che abbia come unico compromesso quello con la Città, fondato su un programma che contenga quali priorità assolute la salvaguardia e il risanamento ambientale, un moderno sistema dei trasporti e della mobilità, la valorizzazione del patrimonio immobiliare, un assetto moderno più efficace e meno oneroso delle aziende partecipate in una Multiservizi spa, la garanzia di servizi essenziali efficienti, la riorganizzazione e la pianificazione del territorio, l’area metropolitana Catanzaro – Lamezia Terme.
Su questi e altri temi dovremo misurarci nelle prossime settimane col buon senso, con lungimiranza e con la voglia di riscattare la nostra Città da percorsi politici che si son rivelati assai limitati e che oggi invece dovranno essere tali da accomunare le migliori energie senza condizionamenti ideologici e sfuggendo da logiche che purtroppo hanno creato tanto danno. L’auspicio è che prevalga l’interesse della Città, il bene comune piuttosto che il rischio latente di una “stagione dei veleni”, che la Politica prevalga sull’antipolitica che spesso ha accompagnato la storia degli ultimi anni e i cui risultati son sotto gli occhi di tutti. Riscopriamo finalmente la vera essenza della Politica che è “ missione di servizio”.

Il Presidente di “Tempi Nuovi”
Vito Bordino

lunedì 9 gennaio 2012

Un grande albergo a Germaneto (Cz), di Floriano Noto, secondo Mezzoeuro alla base delle dimissioni di Traversa da sindaco

“Nelle immediate ore che hanno preceduto la decisione del sindaco di Catanzaro Michele Traversa di optare per il Parlamento potrebbe aver giocato un ruolo non secondario una vicenda assai contorta che riguarda un grande albergo che dovrebbe sorgere a Germaneto, alle porte della città“.
E’ quanto scrive in una nota il settimanale Mezzoeuro. Che prosegue:
la cover del nr in edicola
“Nell’ultimo numero in edicola del settimanale Mezzoeuro il retroscena dettagliato della complessa vicenda, nata dalla vendita di un terreno di proprietà della Provincia all’imprenditore Floriano Noto per la realizzazione di un deposito per la conservazione del freddo.
Dopo quattro anni dal mancato insediamento industriale, Floriano Noto decide di voler costruire un grande albergo su quel terreno, ma per far questo chiede la variazione della destinazione d’uso al Comune. Qui il giorno prima dell’arrivo della pratica in commissione urbanistica, comincia a circolare una lettera anonima (riportata dal giornale) nella quale si spiegano i retroscena ma anche i rischi della faccenda. Il sindaco Traversa avrebbe optato per la non discussione della pratica sia in commissione che in consiglio, cosa che però è avvenuta lo stesso con esito positivo peraltro in sua assenza. Dopo pochi giorni l’annuncio delle dimissioni”.

domenica 8 gennaio 2012

Calabria, le spese coperte dagli omissis

Sprechi regionali
Calabria, le spese coperte dagli omissis
Un consigliere regionale su tre non ha mai lavorato

Giuseppe Scopelliti, presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, presidente della Regione Calabria
Omissis. Omissis. Omissis. La risposta più sfacciata a chi si sgola sulla trasparenza nei conti pubblici è in certi bollettini ufficiali della Regione Calabria. La quale, costretta per legge a rendere noto come usa i soldi, copre i nomi degli oscuri destinatari di qualche decreto di spesa con ancora più oscuri «omissis». Lo denuncia un libro appena uscito. S'intitola «Casta calabra. La politica? Sempre meglio che lavorare...» ed è firmato dal direttore del Corriere della Calabria Paolo Pollichieni e dai suoi giovani di punta, Eugenio Furia, Giampaolo Latella, Pablo Petrasso e Antonio Ricchio. Un esempio? Eccolo all'articolo 2 del Decreto 3478 del 18 aprile 2011, col riconoscimento di un debito «in favore della società omissis, in persona del presidente del cda, rappresentata dall'avv. omissis». Un altro? Il decreto 3483, «liquidazione e pagamento della spesa a titolo di competenze di giudizio della somma complessiva di euro 251,64 in favore dell'avv. omissis». E via così. Somme piccole, somme più grandi... I cittadini avrebbero il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi? E vabbè...

«Prendete il più grande affare degli ultimi anni: la costruzione di quattro ospedali», raccontano gli autori, «Le strutture saranno realizzate nella Piana di Gioia Tauro, nella Sibaritide, a Vibo Valentia e a Catanzaro. Il costo previsto per i lavori è di 480 milioni (...) e la Regione ne ha affidato la progettazione (e il compito di seguire l'iter realizzativo) a una società in house della Regione Lombardia, "Infrastrutture lombarde"». Sulla procedura, la Procura di Catanzaro ha aperto un'inchiesta. Ma il punto non è questo. Il punto è racchiuso in poche righe della convenzione calabro-lombarda dedicate alla riservatezza. Il passaggio prevede che la divulgazione di documenti che riguardano «l'espletamento della convenzione sia concordata tra le parti». Dunque, accusano Pollichieni e i suoi cronisti, «i calabresi non potranno sapere nulla». E neppure, ovvio, i lombardi e gli altri italiani.
C'è di tutto, nel libro. Per cominciare, la denuncia del degrado culturale: «L'indice di alfabetizzazione dei consiglieri regionali della prima legislatura era doppio rispetto a quello degli attuali». Non solo oggi su 50 «la metà non ha la laurea» ma «ben 15 non hanno mai presentato alcun reddito da lavoro dipendente, non hanno mai conosciuto, neanche per un giorno, la dimensione del lavoro. A questi si aggiungano due consiglieri regionali che hanno "lavorato" ma come calciatori in categorie dilettanti e semiprofessionistiche».
In compenso, sono cresciuti enormemente gli addetti stampa, assunti senza concorso a infornate successive dalla destra e dalla sinistra e di nuovo dalla destra ancora pochi giorni fa tra parenti, amici e compagni di partito, fino a diventare un battaglione: «A decine negli uffici della giunta regionale, a decine in quelle del Consiglio e via scendendo, passando per tutti gli enti subregionali fino all'ultima e più sperduta delle aziende ospedaliere». Come stupirsi, poi, di certi bilanci? L'Astronave («così si chiama il palazzo che ospita la massima assemblea elettiva calabrese») costa ogni anno 77,9 milioni di euro. Il doppio del «parlamentino» dell'Emilia-Romagna che pure ha una popolazione doppia. Risultato: il Consiglio costa 38,7 euro a ogni cittadino calabrese, 8 euro a ogni emiliano. «Per gli stipendi di consiglieri regionali e assessori esterni, la Calabria mette da parte più di 23 milioni all'anno. L'Emilia Romagna meno di 13».
Quanto ai vitalizi, basti un esempio tra i tanti. Quello del professor Domenico Cersosimo, chiamato nel novembre 2007 da Agazio Loiero a fare l'assessore alla Cultura e poi il vicepresidente. Totale dell'impegno in giunta: 848 giorni su 1.798 di legislatura. Per dargli la pensione, dice il libro, la Regione gli ha chiesto di versare contributi integrativi per 45 mila euro e dal 1 maggio 2011, a 59 anni, il docente riceve 3.600 euro lordi al mese. Dodici mesi e mezzo e da metà del prossimo maggio avrà recuperato tutti i 45.000 euro versati. Dopodiché, se vivrà come un italiano medio (auguri vivissimi, ovvio) sfilerà ai contribuenti fino al 2032, quando avrà 80 anni, 43.200 euro lordi l'anno per un totale di 864.000 euro: 19 volte i contributi versati.
E le spesucce? «Nuovo gonfalone per la presidenza al posto del vecchio consunto: 3.500 euro più Iva»: 7 milioni di lire del vecchio conio, direbbe Paolo Bonolis, per un gonfalone. Per non dire della stanza di Fabrizio Capua, voluto dal governatore pidiellino Giuseppe Scopelliti come assessore regionale «ai Programmi speciali dell'Unione Europea, alle Politiche euromediterranee, all'Internazionalizzazione, alla Cooperazione tra i popoli e alle Politiche per la pace»: «Scrivania, cassettiera su ruote, librerie, una poltrona in pelle nera per lui e due (sempre in pelle) per gli ospiti, un divano a due posti e un tavolino. Costo: 23 mila euro». E poi i costi esorbitanti dell'aeroporto da cui decollano solo sei voli fissi al giorno ma i dipendenti hanno superminimi altissimi e la Sogas «paga 300 euro per svuotare ogni cassonetto alla società "Eco-Mrf"». E l'ufficio a Bruxelles infine soppresso ma per il quale, grazie a un contratto di 9 anni, la Regione continuerà a pagare 300 mila euro l'anno di solo affitto fino al 2015. E le società miste con uomini della 'ndrangheta. E le carriere di funzionari dal curriculum surreale: «Ottima conoscenza delle arti figurative e della storia artistica dei popoli. Discreta conoscenza teorica e pratica della musica maturata da autodidatta attraverso la studio del pianoforte e della chitarra».
E poi ancora la vicenda scellerata e tragica, chiusa con un misterioso suicidio, di Orsola Fallara, che ai tempi in cui Scopelliti era sindaco di Reggio Calabria liquidò a se stessa 947.836 euro e ne distribuì a pioggia ad amici e parenti compreso l'uomo cui era legata, «l'ingegner Bruno Labate, per un importo complessivo di euro 842.740».
La storia più indimenticabile, però, è quella di un servizio dell'inglese Indepen dent del quale Giuseppe Scopelliti e il suo assessore al bilancio Giacomo Mancini jr., omonimo del nonno ma transitato a destra, menarono vanto con toni trionfalistici: «Uno dei maggiori quotidiani britannici, il The Independent , ha dedicato un reportage di due pagine all'operato del presidente Scopelliti e dell'assessore Mancini. Il tabloid (le cui vendite superano le 250 mila copie) nella sua inchiesta su infrastrutture e turismo nella nostra Regione ha messo in evidenza "La strada per il successo intrapresa dalla Calabria"». Peccato che, come avrebbe rivelato una delibera, si era trattato di «uno spazio pubblicitario/editoriale» pagato e realizzato con VoxMediaPartner, «società esclusivista per la pubblicità del quotidiano anglosassone in Italia».

 

E' una vergogna.
Lunedì Articolo 21 andrà in onda dalle ore 14 alle 16,parleremo di questo e dei consiglieri comunali di Rende,su Telespazio Tv.

venerdì 6 gennaio 2012

La libertà di Polimeni è anche la nostra libertà



Nella puntata del 4 gennaio 2012 di “Articolo 21” di Telespazio, una telefonata di Gaetano Principe ha offeso Lino Polimeni dicendo a lui “buffone”, e lo ha denuciato in diretta, una cosa gravissima per uno che lavora con con libertà, e che è un uomo libero che è contro i problemi e le ingiustizie della Calabria e che conduce con grande successo “Articolo 21” su Telespazio,
Polimeni è un calabrese, e Telespazio sono le voci libere della nostra calabria, il sistema televisivo è troppo condizionato da qualcuno, Polimeni ha avuto incomprensioni con editori di Telereggio, Video Calabria e con l’ allora editore di Telespazio Tony Boemi Jr., Video Calabria è all’ servizio dell’ "governatore Giuseppe Scopelliti", così come il TGR Calabria della Rai è troppo vicino a Scopelliti, a Melito Porto Salvo un ufficiale dell’ esercito il generale Michelangelo Azzarà (scomparso nel 2004) fece un network con radio (Rtm), televisione (Telemelito) e giornale (Melitodomani), un vero polo dell’ informazione, infatti nessuno lo ha ascoltato e lui si arrese vendendo la tv all’ attuale Reggio Tv e chiuse la radio e il giornale. Inoltre quando ci sarà lo switch-off in Calabria, ci sarà un bando che taglierà e chiuderà 30 televisioni locali e molte sono voci libere nell’ informazione.

A Catanzaro si è dimesso Michele Traversa e il PDL vuole candidare a sindaco il presidente della Sorical (nominato da Scopelliti) Sergio Abramo e i giovani dove sono ?.


La Calabria ha tante ingiustizie, la tangenziale di Roccella mai completata, il teatro di Siderno mai completato, i problemi del maltempo e altro ancora, tu sei la voce libera della Calabria, l’ unica che esiste, e stai risalendo la china a Telespazio dopo che ha rischiato il fallimento, è questa la televisione che la vogliamo.

Forza Lino siamo con te!!!