mercoledì 11 gennaio 2012

Che fine faranno le Province? La Commissione parlamentare accelera sulla loro abrogazione

Che fine faranno le Province? La Commissione parlamentare accelera sulla loro abrogazione

Operativa la "Commissione speciale paritetica mista Governo-Regioni-Enti Locali per il rinnovamento delle istituzioni della Repubblica e per il sostegno e la crescita economica"
La commissione Affari costituzionali stringe i tempi sulle proposte di legge costituzionali che abrogano definitivamente le province: è stato infatti deciso di avviare un comitato ristretto che dovrà redigere un testo unificato tra le diverse proposte presentate. Il comitato si riunirà domani per la prima volta.
L’accelerazione è stata decisa, ha sottolineato Donato Bruno, presidente e relatore, in modo da concludere prima che sia emanata la legge di attuazione della manovra, che a sua volta prevedeva la trasformazione delle province in Enti di secondo grado, con un consiglio non elettivo composto dai sindaci del territorio.
In Commissione non tutti sono d’accordo sull’abrogazione delle province, ma tutti concordano sulla necessità di una parola definitiva e chiara in merito. Sono sei le proposte di legge in materia presentate dalla Lega, dal Pdl, dal Pd, nonché una di iniziativa popolare.

Diventa operativa la “Commissione speciale paritetica mista Governo-Regioni-Enti Locali per il rinnovamento delle istituzioni della Repubblica e per il sostegno e la crescita economica”, denominazione decisamente lunga per un organismo varato ufficialmente a settembre scorso dal precedente esecutivo e che sembrava essere entrato definitivamente nel dimenticatoio fino all’improvvisa convocazione, a fine dicembre, da parte del ministro per gli Affari Regionali Piero Gnudi.
Soddisfatti quindi Comuni e Regioni, comprese le Province, le quali hanno fatto sapere per tempo di voler partecipare alla ‘prima’ della Commissione (domani alle 15 a Via della Stamperia), in deroga all’interruzione dei rapporti istituzionali decisa il 21 dicembre scorso per protestare contro il progetto di riordino contenuto nell’articolo 23 del decreto ‘salva Italia’.
Il via libera della Commissione mista viene vista di buon occhio dai responsabili di Regioni e Enti Locali, soprattutto per i tempi che lo stesso organismo si prefigge, vale a dire 90 giorni, per mettere a punto una riforma condivisa e complessiva in senso federale, “secondo i principi di riduzione degli organi e dei costi, di soppressione delle duplicazioni e di semplificazione dei processi decisionali”. Un quadro che lascia supporre ai protagonisti delle autonomie locali che già a partire dall’11 aprile prossimo possano essere approvate norme in grado di migliorare la vita delle Regioni e degli Enti Locali. Nel frattempo sono molte le iniziative messe in campo dalle diverse realtà istituzionali per avviare processi di autoriforma sotto il profilo dei costi. Come si è cominciato a fare (ma in alcuni casi già a partire dal 2010) nella maggior parte delle Regioni italiane per le voci indennità di funzione, vitalizi (ma a partire dalla prossima legislatura), assunzioni e anche riduzione del numero di consiglieri e assessori. Come ha fatto ieri la Giunta delle Marche, che ha deciso di abbassare il numero di questi ultimi (prevedendo anche una modifica della legge elettorale regionale) e azzerando gli assessorati esterni.
Stesso impegno lo ha promesso l’Anci, la quale, attraverso il proprio presidente Graziano Delrio ha auspicato pochi giorni fa, in vista del 2012, il rafforzamento dell’autonomia dei territori e la riforma del Patto di stabilità interno. Percorso più accidentato quello delle Province dopo il processo di riforma avviato dal presidente del Consiglio Monti. “Le Province sono pronte ad avviare riforme vere – ha chiarito pochi giorni fa il presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – ma attendiamo da Governo e Parlamento uguale chiarezza e una riforma organica dell’assetto istituzionale che porti a una drastica riduzione dei costi della politica”. Propositi che forse possono trovare posto già domani nella prima seduta della Commissione paritetica Governo-Regioni-Enti locali.

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